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27/10/2017 185 Visualizzazioni

Per il secondo anno consecutivo sarà riproposta la mostra a cura di Rocco Marino

UNA MOSTRA PER COMMEMORARE I DEFUNTI

Per il secondo anno consecutivo verrà riproposta la mostra “Tutte le feste andassero e venissero ma Pasqua d’Epifania mai che tornasse”, a cura di Rocco Marino. La mostra si propone l’intento di commemorare la festa dei Defunti attraverso una meditazione sulla morte, elemento fondante e principale ispirazione per la nascita nell’ultimo quarto del XVI secolo della Compagnia dei Morti, progenitrice della Congrega di Sant’Anna e Morti. Un memento mori che era ben presente nelle attività della Congrega e trovava il suo culmine nella tradizione dell’esposizione della “Morte col falcione”, uno scheletro di cartapesta rivestito di un mantello nero e circondato di ceri, in occasione dell’1 e 2 novembre e della filastrocca cantata per la “Questua dialogata” che si teneva il 1 novembre, il 25 dicembre e il 6 gennaio, della quale ho scelto una strofa come titolo per la mostra. La filastrocca allude a una tradizione popolare secondo la quale le Anime Purganti potrebbero uscire dal Purgatorio il 1 novembre per poi farvi ritorno il 6 gennaio, giorno detto appunto Pasqua d’Epifania. Entrambi gli elementi fungono da ispirazione per recuperare una tradizione ormai perduta, facendola rivivere in un modo nuovo attraverso la reinterpretazione dell’arte contemporanea. A questo scopo tre artisti Claudio Di Carlo, Rocco Marino e Michelangelo Pietradura si sono cimentati nel compito di rivisitare il tema della morte, con una visione specifica sulle Anime Purganti in dialogo tra loro e con la grande tela di Benedetto Brunetti che le mostra in preghiera per ottenere la salvezza tramite l’intercessione della Vergine e di Sant’Anna.

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