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21/02/2018 313 Visualizzazioni

Organizzato dall'associazione "Giovanni Panunzio", si è svolto all'istituto scolastico Cpia 1

UN INCONTRO SUGLI STEREOTIPI DI GENERE

Un incontro partecipato e vissuto quello svoltosi nella struttura scolastica Cpia 1 Foggia, diretto dalla Professoressa Antonia Cavallone ed organizzato dall'associazione “Giovanni Panunzio Eguaglianza legalità diritti” sulla violenza di genere e gli stereotipi. Un incontro a cui ha partecipato una folta rappresentanza anche di studenti stranieri, che ha ascoltato i relatori, ovvero il presidente dell'associazione l'avvocato Dimitri Lioi, la dirigente scolastica provinciale, la professoressa Maria Aida Episcopo, lo psicologo della Questura Giovanni Ippolito e la presidente della cooperativa “il filo di Arianna” Rosaria Capozzi. Nel corso dell'incontro, a cui ha partecipato anche la nostra emittente con la presenza della giornalista Michela Magnifico, si è dibattuto su quelli che, molto spesso, sono gli stereotipi che impediscono un corretto sviluppo ed una corretta relazione di cittadinanza. Momenti intensi, a cui gli studenti hanno partecipato anche inframezzando l'incontro con momenti musicali e domande rivolte ai relatori. E' stata l'occasione per presentare in anteprima l'osservatorio contro le discriminazioni e l'odio nei confronti delle persone omosessuali, ufficialmente presentato ieri in un partecipato incontro al chiostro di Santa Chiara a Foggia. In svariate occasioni, l'associazione Panunzio ha organizzato incontri improntati sulla legalità (anche alla presenza degli altri rappresentanti dell'associazione come la vice presidente Giovanna Belluna) in un percorso di diritti che mette in primo piano ogni singola figura umana. Occasione anche per parlare della violenza di genere ed in particolare contro le donne, alla luce anche dell'ultimo terribile fatto di cronaca avvenuto a Troia, dove un uomo ha ucciso a coltellate la moglie. Un appello unanime rivolto dai relatori agli utenti affinchè chi subisce abusi o violenze trovi il coraggio di denunciare per liberarsi da una morsa pericolosa e riaffermare il linguaggio della non violenza, declinato sotto varie forme

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