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12/08/2017 299 Visualizzazioni

Arrivati anche i Cacciatori della Calabria

STRAGE DI MAFIA: ROMITO TRADITO DA QUALCUNO?

Indagini a tutto spiano per risalire agli autori della mattanza che ha visto cadere sotto i colpi di fucile Mario Luciano Romito, boss garganico, il cognato incensurato Matteo De Palma, e due fratelli incensurati agricoltori di San Marco In Lamis Aurelio e Luigi Luciani. In campo numerosi rinforzi messi a disposizione dal Governo, così come promesso dal Ministro agli Interni Marco Minniti. Da ieri operative due suadre dei cacciatori della Calabria, altre due, per un totale di 24 uomini, saranno impiegati per le zone più impervie dell'intera provincia. Al vaglio degli investigatori, coordinati dalla DDA di Bari, i possibili moventi legati a doppio filo ad una possibile vendetta nella faida interna tra le famiglie Libergolis e Romito con legami nel mondo degli affari illeciti, primo tra tutti il business della droga (con i legami con l'Albania accertati e fotografati da recenti operazioni di Polizia giudiziaria su Vieste) in cui magari Romito aveva esteso i propri interessi. Sequestrati anche i telefoni cellulari in uso alle vittime, anche per verificare se Romito avesse ricevuto telefonate, avesse un appuntamento con qualcuno proprio in quel luogo o sia stato tratto in trappola da qualcuno che lo ha tradito. Domande a cui gli investigatori tentano di dare una risposta

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