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15/06/2018 95 Visualizzazioni

Appuntamento che chiude il laboratorio di teatro dell'Officina Teatrale diretta da Pino Casolaro

STONATURE DELLA DEMOCRAZIA: LUNEDI' AL TEATRO GIORDANO DI FOGGIA

Si chiude con uno spettacolo che ammicca alle nuove forme del teatro impegnato il 28° Laboratorio di teatro e di cinema dell'Officina teatrale - Teatro dell'accorgersi, storica scuola di teatro tra le più longeve del sud Italia.

Lunedì 18 giugno con ingresso alle ore 20:30 e sipario alle ore 21:00, il Teatro Umberto Giordano di Foggia ospiterà lo spettacolo "STONATURE, della democrazia" adattamento e regia di Pino Casolaro per l'aiuto regia di Simona Ianigro e la direzione di scena di Massimo Montagano.

L'allestimento si inserisce nel fortunato progetto ultradecennale "Tracce" che ricerca la poetica dei grandi drammaturghi e che ha già visto ricordare, tra gli altri, R. Pinget, S. Mrozek, G. Lorca, E. Schwarz, F. Storelli, A. Campanile, A. Schnitzler, V. Kandinsky. Quest'anno l'allestimento teatrale sarà ispirato alla profetica prova d'orchestra raccontata nell'omonimo film di Federico Fellini, accostata con le altre, impossibili e strampalate, prove d'orchestra che Karl Valentin racconta nel suo "Tingeltangel".

Come scrive Casolaro nell'introduzione al testo dello spettacolo: "Lavorando alle tecniche recitative ci siamo ritrovati in un percorso di ricerca teatrale che risentiva dell'urgenza di un confronto con il reale. Ogni volta che provavamo a 'raccontarci' in scena, l'eco di ciò che ci accadeva intorno entrava prepotentemente a far parte di ciò che riuscivamo a dire di noi. In maniera molto naturale, senza che possa ricordare momenti particolari in cui abbiamo deciso di farlo, il senso ultimo del teatro occidentale, il thea-omai greco che spinge a ripensare, riconsiderare le cose quotidiane, è divenuto il filo conduttore di ogni incontro o training, di ogni prova. Come già nella performance Muri allestita lo scorso anno, ci siamo ritrovati a ridefinire i tratti del teatro sociale, portandolo ad invadere i confini del teatro politico, da noi rivissuto nella sua forma più autentica di 'polis', teatro attraverso cui prendersi cura del bene pubblico, della vita di tutti noi.

Ne è venuto fuori uno spettacolo in due parti, distinte per struttura drammaturgica ma legate nel racconto di noi e del nostro vivere sociale, al punto da essere rappresentate in un atto unico sul senso dello stare insieme e della democrazia oggi. Nella prima parte, più 'politica' e propria del teatro contemporaneo anche per l'utilizzo trasgressivo di monologhi, gli attori danno vita a testimonianze spinte fino alla 'provocazione', come nel caso della scena di apertura in cui si presentano al pubblico mangiando, per poi chiedere: "Ma perché, voi non mangiate? ... Mangiate, certo che mangiate. Mangiate tanto, a volte anche la porzione degli altri". La seconda parte dello spettacolo vede invece il palcoscenico popolato da improbabili orchestrali pigri e strampalati, clowneschi e tragicomici, impegnati in esilaranti gag basate sulla loro incapacità di suonare insieme, con il direttore d'orchestra contestato e deriso senza che però nessun altro si proponga, e sia capace o anche solo interessato, di far finalmente suonare tutti all'unisono per 'concertare', appunto."

Con Federico Fellini: "Che cos'è una prova d'orchestra se non il tentativo - da parte di un gruppo di individui diversi, scompaginati, dissociati, distratti, separati - di realizzare, sotto la guida di un altro individuo, un'utopia, cioè l'esecuzione il più possibile perfetta di un'idea, di un progetto altrui? Il tentativo di realizzare quest'idea è commovente, emozionante. Ho cercato di trasmettere quest'emozione." Nell'adattamento di Casolaro, tra risate e aspre considerazioni, tutto assurge a simbolo: di stonature, appunto. Del nostro vivere sociale.

Ingresso con invito

info: http://www.officinateatrale.it/ - www.facebook.com/officinateatrale1/ - tel: 338 3867660




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