Image
11/07/2018 210 Visualizzazioni

Fu oggetto di interesse anche dei ricercatori dell'Università di Bari

IL CIPPO MILIARE DI CERIGNOLA NON VA SPOSTATO

Il miliare LXXXI di Cerignola non va spostato

di Angelo Disanto


Un documento della civiltà romana riguardante il territorio di Cerignola è la pietra miliare LXXXI (81° miglio, come riporta la parte superiore del cippo) della via Traiana, che prende il nome dall’imperatore (98-117 d.C.) Marco Ulpio Traiano (53-117 d.C.). Questi nel 109 d.C., dopo aver ripristinato la via Appia nel tratto Roma-Benevento, per il tracciato Benevento-Brindisi abbandonò il più breve vecchio tracciato montagnoso, per vie già in uso nel Tavoliere e nella pianura costiera (G. Alvisi, La viabilità romana della Daunia, Tipografia del Sud, Bari, 1970, pp. 31-32).

Alto 179 cm con diametro 61,8 cm, il cippo in pietra calcarea è attualmente collocato in Cerignola all’incrocio fra Corso Gramsci e Via Osteria Ducale. Esso fu oggetto di interesse da parte dei ricercatori del Dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università degli Studi di Bari. Costoro analizzarono le iscrizioni romane rinvenute nel territorio di Canusium, l’attuale Canosa di Puglia, comprese anche le epigrafi reperite nell’agro di Cerignola, allora di pertinenza di Canusium. Le loro conclusioni confluirono nel prezioso volume Le epigrafi romane di Canosa, I, a cura di Marcella Chelotti, Rosanna Gaeta, Vincenzo Morizio, Marina Silvestrini; coordinatori Francesco Grelle, Mario Pani, Regione Puglia, Bari 1985.

Il 30 ottobre 1999 a Cerignola, nel Palazzo Pignatelli posto a sinistra della suddetta colonna miliaria, la prof.ssa Marina Silvestrini, ordinario di Storia romana presso l’Università degli Studi di Bari, tenne una conferenza dal titolo: “Epigrafia romana a Cerignola e itinerario epigrafico lungo la via Traiana”, presentando il suo libro Un itinerario epigrafico lungo la via Traiana: Aecae, Herdonia, Canusium, Edipuglia, Bari 1999. Tale conferenza fu organizzata dal Centro ricerche di storia ed arte “Nicola Zingarelli” con introduzione dello scrivente. La Silvestrini spiegò l’importanza del miliare LXXXI nel contesto del corpus epigrafico di epoca romana rinvenuto nel territorio di Cerignola. Nell’occasione citò il cippo miliare di Borgo Tressanti (Cerignola), del quale aveva trattato nel volume Epigrafia e territorio, politica e società: temi di antichità romane, Adriatica, Bari 1983, p. 107, tav. 22. Quest’altro cippo, collocato nell’antico Convento dei Padri Certosini Martiniani di Tressanti, andò perduto con l’abbattimento dello stesso convento nel 1975.

La collocazione originaria del miliare LXXXI era a 81 miglia (120 Km circa) da Benevento sulla via Traiana, nel tratto tra Ordona e Canosa, a tre miglia ‒ poco meno di quattro Km e mezzo ‒ a nord dell’importante centro urbano di Canosa (Canusium) verso Cerignola. Canosa era distante 84 miglia da Benevento lungo la via Traiana, come indicano gli Itinerari Antonino e Burdigalense. L’Itinerario o Tabula Peutingeriana, invece, pone Canosa a 89 miglia da Benevento, e quindi a otto miglia verso Cerignola.

Le fonti letterarie del XVII secolo riferiscono che il cippo miliare LXXXI fu visto a Cerignola e trascritto da P. Stefanoni; lo seguì il Dello Iacono, che ne indicò la collocazione in Cerignola «avanti alla taverna del procaccio» (Le epigrafi romane di Canosa, I, Bari 1985, p. 231). Questa è la taverna indicata nell’Apprezzo di Cerignola del 1758, redatto dal tavolario Costantino Manni, nel quale si legge: «In questa taverna vi alloggia il Regio Procaccio» (L’apprezzo di Cerignola del 1758, a cura di Angelo Disanto e Nicola Pergola, Centro regionale di servizi educativi e culturali, Cerignola 2004, p. 47).

Lo storico cerignolano Teodoro Kiriatti trattò del cippo miliare LXXXI nel suo volume Memorie istoriche di Cerignola, nella stamperia di Michele Morelli, Napoli 1785, p. 109, descrivendo quello che aveva visto: «Nella piazza grande di Cerignola poggia una di quelle Colonne poste da Traiano, chiamate Milliari, ad imitazione delle prime fatte ergere da Caio Gracco: questa Colonna, com’è tradizione, fu scoverta presso al Convento de’ P.P. Domenicani, ov’era l’antico Casale di San Rocco, duecento passi distante da Cerignola: nell’imo scapo della Colonna si vede inciso il numero LXXXI, indicante la distanza da Benevento a noi». La descrizione del Kiriatti riportò solo una tradizione orale sul luogo di rinvenimento del cippo, presso il convento dei Padri Domenicani, monastero di San Rocco, poi intitolato a San Domenico, sito lungo il Tratturo Regio e prospiciente il Piano delle Fosse granarie, fuori dal borgo medievale. Il Kiriatti inoltre ci fa intuire che il recupero del cippo dal luogo originario sulla via Traiana e il suo utilizzo come pietra erratica serviva per abbellire e dare storicità ad un più recente centro urbano.

Il canonico don Luigi Conte, nel suo saggio “Cerignola” in F. Cirelli, Il Regno delle Due Sicilie descritto ed illustrato …, Stabilimento Tipografico di G. Nobile, Napoli 1853-57, vol. VIII, p. 69, scrisse: «Colonna miliaria. Nella piazza di Cerignola poggia una di quelle colonne poste da Traiano, chiamate miliari, che fu scoverta presso il Convento dei Domenicani. Nell’imoscapo della colonna si vede inciso il numero LXXXI, indicante la distanza di Cerignola da Benevento».

Dunque il miliare LXXXI era collocato “nella piazza grande di Cerignola”, come riportato dal Kiriatti nel 1785, intitolata dal 1861 Piazza Vittorio Emanuele II, l’attuale Corso Gramsci.

Il cippo miliare con la sua èntasi riporta un campo epigrafico alto 89,3 cm e largo da 75,5 a 79 cm, delimitato da una cornice modanata. Nella parte superiore si legge il numero iscritto “LXXXI”, mentre il campo epigrafico riporta: Imp(erator) Caesar / divi Nervae f(ilius) / Nerva Traianus / Aug(ustus) Germ(anicus) Dacic(us) / pont(ifex) max(imus) tr(ibunicia) pot(estate) / XIII imp(erator) VI co(n)s(ul) V / p(ater) p(atriae) / viam a Benevento / Brundisium pecun(ia) / sua fecit (L’imperatore Cesare / figlio del divino Nerva / Nerva Traiano / Augusto Germanico Dacico / pontefice massimo col potere di tribuno / tredici volte / sei volte imperatore / cinque volte console / padre della patria / costruì a sue spese la via / da Benevento a Brindisi).

In conclusione il cippo miliare LXXXI non va collocato al centro della rotonda in Piazza Giuseppe Di Vittorio, davanti alla chiesa del Carmine, come è nei programmi dell’Amministrazione comunale. Questa rotonda è interessata continuamente da un intenso e pericoloso traffico veicolare, mentre l’attuale collocazione risulta essere la più idonea per una personale diretta lettura dell’epigrafe, anche per non perdere la sua localizzazione storica già divulgata in pubblicazioni curate da studiosi di prestigio accademico.

Condividi sui Social