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30/06/2018 546 Visualizzazioni

La Casa dell'accoglienza Santa Maria sarà ospitata nella ex casa del Clero

FOGGIA: IL CONVENTINO NON CHIUDE. TRASLOCA

Il conventino della Caritas di Foggia trasloca ma non chiude.

Nessuna cessazione o chiusura del servizio offerto dalla diocesi foggiana alle centinaia di indigenti accolti dalla struttura in via Orientale.

La Casa di accoglienza Santa Maria del conventino sarà trasferita in una struttura più dignitosa per accogliere le persone bisognose.

Spazza via ogni critica e dubbio, sollevato nelle ultime ore da più parti, Giusy Di Girolamo, la nuova responsabile della Caritas di Foggia che da qualche settimana guida il servizo in via Orientale.

Nessuna cessaione del servizio, dunque, ma solo un cambio di sede per fare in modo che le persone bisognose possano avere dei servizi igienici e dignitosi.

La necessità traslocare il servizio del Conventino, che dovrebbe essere ospitato nella Casa dell'Accoglienza, ex Casa del Clero, sembra sia dovuta a questioni strutturali e non economiche.

Al Conventino, infatti, pare ci sia bisogno di maggiore igiene e di lavori di ristrutturazione, per queste ragioni, la diocesi avrebbe deciso di spostare il servizio con le centinaia di persone bisognose, un migliaio circa ogni giorno, nelle strutture di Sant’Alfonso, Gesù e Maria e San Pio X oltre che nella casa dell'accoglienza.

“Stiamo facendo tutto il possibile per offrire servizi adeguati e dignitosi a quanti necessitano di accoglienza e ci chiedono aiuto”, ha dichiarato al telefono della nostra redazione la dottoressa Giusy Di Girolamo responsabile della Caritas, impegnata in una riunione strategica forse propedeutica proprio al trasloco del Conventino.

Dunque rischio scongiurato di chiusura del servizo di accoglienza per i poveri, una notizia che spazza via anche tutte le voci che accuserebbero le istituzioni di mancato aiuto.

Proprio dall'assessorato alle politiche sociali, questa mattina, è stata ribadita la volontà di continuare la convenzione con la Caritas attraverso il piano sociale di Zona che stanzierebbe circa 70 mila euro all'anno come sostegno ai servizi dedicati agli indigenti.

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