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10/03/2018 625 Visualizzazioni

Gli errori dell'arbitro decidono la sfida: due rigori non dati al Foggia, uno regalato al Perugia

FOGGIA, CHE INGIUSTIZIA!

Devono evidentemente aver condizionato la mente dell’arbitro, i precedenti: col signor Pillitteri il Foggia aveva sempre vinto. Quattro su quattro. Stavolta, però, l’indiscusso protagonista (in negativo) è proprio lui che ci mette la firma nella vittoria del Perugia evitando di concedere due rigori netti al Foggia e assegnandone in maniera alquanto generosa uno agli umbri. Ci sono le sue scelte che incidono in maniera netta ed inequivocabile in questo 2-0 più bugiardo di Pinocchio. D’altronde è sufficiente dare un’occhiata ai numeri, che fotografano la realtà della contesa: Foggia superiore nel palleggio, nelle conclusioni a rete (22 contro 8) e nei numeri di angoli collezionati: 0-9! Più chiari di così…

Il primo tempo regala tuttavia poche emozioni, nonostante sia la squadra di Stroppa a dare la netta sensazione di essere padrona del campo: i rossoneri recriminano per una evidente spinta in area ai danni di Nicastro: è rigore per tutti tranne che per l’arbitro.

Nella ripresa tutto cambia. Il Foggia continua a dettare i tempi, mette alle corde l’avversario e dopo 9 minuti va vicinissimo al vantaggio: cross di Kragl, conclusione di Loiacono intercettata da un braccio che evita che la sfera caramboli in rete. È rigore sacrosanto. Per tutti. Ancora una volta, meno che per il signor Pillitteri. Decisioni che inevitabilmente oltre ad influire sull’andamento dell’incontro finiscono per innervosire Tonucci e compagni. Che subiscono al 59’ in contropiede il gol del vantaggio perugino: Di Carmine imbecca Cerri, conclusione rimpallata da Zambelli e palla in rete.

Girandola di cambi: nel Perugia Diamanti prende il posto di Cerri, nel Foggia Duhamel e Scaglia rilevano Nicastro e Zambelli. Al 73’ il Perugia raddoppia. Il cross di Pajac sbatte contro il braccio attaccato al corpo di Tonucci: per l’arbitro, sempre lui, è calcio di rigore. Dal dischetto Diamanti trasforma e di fatto chiude i giochi. Nel finale Stroppa inserisce anche Floriano per Tonucci, le occasioni per accorciare non mancano ma la mira di Kragl e soci è quasi sempre imprecisa e quando non lo è ci pensa Leali a salvare, come sulla girata di Mazzeo. Finisce 2-0. Ma ciò che si è materializzato al Curi è obiettivamente un’ingiustizia pura...

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