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29/05/2019 207 Visualizzazioni

Alle 18,40 l'udienza è terminata

FIATO SOSPESO: ENTRO STASERA LA SENTENZA SUL PALERMO, LE ULTIMISSIME

La vicenda-Palermo tiene tutti col fiato sospeso. Oggi alle 17 è cominciata l’udienza della corte federale d’appello, chiusa alle 18,40. Poco meno di due ore di dibattimento, nelle prossime ore è attesa la sentenza e poi saranno in arrivo le motivazioni. Una vicenda che indirettamente coinvolge anche il Foggia, che attende la disputa degli spareggi play out, i quali spetterebbero di diritto in caso di retrocessione del club siciliano. Tuttavia la sensazione che si ricava è che la battaglia è destinata a protrarsi, perché che il Foggia abbia titolo per prendere parte agli spareggi è cosa sancita da Tar e collegio di garanzia del Coni. Ma proprio contro questi sono pronti a scagliarsi Salernitana e Venezia. Il club campano, oggi presente a Roma con il suo legale e col diesse Fabiani, ha puntato i piedi: niente play out, andremo al consiglio di stato – hanno fatto sapere da Salerno. Una situazione paradossale e incredibile, un vero e proprio pasticcio che ha origine da quella famosa delibera votata dal consiglio direttivo di Lega lo scorso 13 maggio, che cancellò improvvisamente i play out, modificando in corso regole e format del campionato. Da allora è cominciata una vera e propria battaglia: delibera sconfessata da Tar e Coni ma la battaglia sembra destinata a continuare ancora a lungo. Già, perché salvo rinvii domani si terrà il consiglio direttivo di Lega che dovrà prendere atto delle decisioni del Tar Lazio e del parere del collegio di garanzia del Coni e di conseguenza fissare le date per la disputa del doppio spareggio. Che il Foggia vuole giocare, la Salernitana no. Mentre c’è chi sarebbe persino pronto a chiedere la testa di Balata, rendendosi pronto a sfiduciarlo. Un pasticciaccio che sembrerebbe senza via d’uscita. A meno che non prevalga, almeno per una volta, il buonsenso. E a quel punto delle due l’una: o si gioca, e subito o si punta all’immediato allargamento della B. In mancanza le battaglie giudiziarie continuerebbero e il pericolo di risarcimenti ultramilionari incomberebbero sulla testa di chi dovrebbe gestire. Già, dovrebbe..

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