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09/09/2017 380 Visualizzazioni

Dopo Pescara, il Foggia ne prende 5 anche ad Avellino. Stroppa chiede scusa ai tifosi

DISASTRO FOGGIA...

Un vero e proprio disastro. Il secondo, dopo quello di Pescara. Stavolta il Foggia è riuscito addirittura a fare peggio, anche nel gioco. Tramortita e umiliata in ogni zona del campo, la squadra di Stroppa esce con le ossa rotta dal Partenio-Lombardi. Ci mette del suo anche l’allenatore, che ridisegna i suoi col 3-5-2.

Dentro dal 1’ Camporese, che affianca Coletti e il rispolverato Empereur. A metà campo, dentro Fedele e in attacco spazio al tandem Mazzeo-Beretta. L’avvio dell’Avellino è devastante, occasioni che piovono una dopo l’altra e gol che arriva dopo appena 9’: Empereur commette fallo su Molin a, per l’arbitro è rigore. Dal dischetto Ardemagni non sbaglia e sblocca.

L’Avellino insiste e continua a creare e al 20’ raddoppia: l’ex Molina verticalizza per Morosini, che buca Guarna mandandogli il pallone sotto le gambe. Dopo 21 minuti Stroppa sconfessa la scelta iniziale: fuori Empereur, dentro Chiricò. Si torna al 4-3-3 e al 28’ il Foggia sembra rientrare in partita. Sul cross dalla destra di Gerbo, Laverone tocca forse con un braccio, forse col ginocchio. Per il direttore di gara è calcio di rigore che Mazzeo realizza sotto il settore che ospita circa 800 tifosi del Foggia. Tuttavia è solo un’illusione. Al 35’ l’Avellino cala il tris: da destra crossa Laverone, Morisini di testa impallina Guarna e fa 3-1.

A quel punto è gara già virtualmente chiusa. Perché il Foggia nel secondo tempo dura meno di un quarto d’ora. Al 60’ Bidaoui crossa da sinistra, il colpo di testa di Molina è respinto con i piedi di Guarna, la difesa si addormenta e Ardemagni, indisturbato, fa 4-1. Al Foggia serve a poco la girandola di cambi, frutta invece all’Avellino. Castaldo prende il posto di Morosini al 68’ e due minuti più tardi fa cinquina.

Vacca perde un pallone sanguinoso, la conclusione di D’Angelo si stampa contro la traversa e sulla ribattuta, a porta sguarnita, Castaldo mette dentro per il definitivo 5-1. Il resto della partita è pura accademia e serve solo a riflettere. D’altronde, bastano i numeri ad inchiodare il Foggia: 3 gare, un solo punto in classifica. Undici gol subiti, due fatti. Sufficienti per andare a fine gara sotto la curva, Stroppa in primis, a chiedere scusa a chi intonava il coro meritiamo di più. Come dargli torto...

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