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29/04/2017 228 Visualizzazioni

Il 5 e 6 maggio presentazione del libro "6 novembre 1992 il coraggio di un uomo"

DALLA VICENDA PANUNZIO AL TEMA DELLA LEGALITA': SE NE PARLERA' A BERGAMO

Un incontro per parlare della figura di Giovanni Panunzio ucciso il 6 novembre 1992 dalla mafia di Foggia per non essersi piegato al racket e per aver denunciato i propri estorsori. E' quello che si terrà anche a Bergamo il 5 maggio prossimo alle 21 presso la Sala Galmozzi di Via Tasso n. 4, organizzato dall'associazione “Giovanni Panunzio – Eguaglianza Legalità Diritti”, attiva sul territorio di Foggia e provincia già dai primi mesi del 2015 e che mantiene vivi fin dalla sua costituzione l'esempio e la memoria dell'imprenditore Giovanni Panunzio. Un evento organizzato con il sostegno e la collaborazione di A.R.C.I. Bergamo e del Comune di Bergamo. Durante la serata sarà presentato il libro scritto dalla giornalista Michela Magnifico “6 _ novembre _ 1992 – Il coraggio di un uomo” (Edizioni “la meridiana”), che narra la vicenda umana e giudiziaria dell’imprenditore Giovanni Panunzio. Sarà anche l'occasione per parlare delle strategie di contrasto della mafia, purtroppo ancora oggi molto presente a Foggia, e del ruolo delle persone libere e responsabili contro la la criminalità organizzata. Dimitri Lioi, Presidente dell’Associazione intitolata a Panunzio, rievocherà le fasi storiche della presenza mafiosa a Foggia e nella sua provincia (fenomeno piuttosto recente) e farà il punto sul contrasto della mafia a Foggia, ma anche fuori la Puglia. L'iniziativa nasce, innanzitutto, nel ricordo di Giovanni Panunzio e della sua famiglia, vera e propria rete solidale nei tre anni, dal 1989 al 1992, durante i quali Panunzio fu sottoposto a minacce e pressanti richieste estorsive. Questa famiglia era ed è ancora oggi composta soprattutto da donne: Angela, la moglie dell'imprenditore, le figlie Filomena, Giuseppina, Raffaella e la nuora Giovanna Belluna, moglie del figlio Michele. Dopo il 6 novembre 1992 la famiglia di Panunzio, dovette affrontare un lungo percorso, durato anni, di minacce, pressioni, ostilità e indifferenza: anche in tal caso fu proprio quel nucleo di donne a mantenere unita la famiglia accanto a Michele Panunzio, chiamato a testimoniare al processo per la morte del padre. Giovanna Belluna Panunzio, negli anni seguenti, ha poi intrapreso un percorso per la legalità che prosegue tutt'ora, facendosi vivida portavoce dell'esempio del suocero: incontri con le scuole, con i giovani e, oggi, con l’Associazione “Giovanni Panunzio – Eguaglianza Legalità Diritti”, di cui è la Vice presidente. Un percorso scaturito da una rete di rapporti vivificati da una cultura della solidarietà e che ha avuto come protagonista anche la famiglia di origine di Giovanna: i genitori Aurelia e Giuseppe e i fratelli Antonio e Maria Assunta Belluna, che operano anch'essi attivamente nell’Associazione. Questa rete di solidarietà, che ha declinato il proprio impegno sociale sulla scorta delle vicende personali, arricchendole di nuovi significati, si è così contrapposta nell'esempio e nell'agire alla rete di violenza e di omertà (quale sorta di mondo rovesciato rispetto a quella) creata dalla mafia foggiana che condannò a morte Giovanni Panunzio. Il 5 maggio prossimo, quindi, la storia di questo grande esempio di libertà e di coraggio verrà

portata a Bergamo. L'incontro pubblico vedrà la presenza di interventi qualificati. Dopo i saluti da parte dei rappresentanti delle Istituzioni del Comune di Bergamo, tra cui Leyla Ciagà, Assessore all’Ambiente, e dopo i saluti di Roberto Mazzetti, Presidente provinciale di A.R.C.I Bergamo, interverranno la giornalista e autrice del libro dedicato a Panunzio, Michela Magnifico, e Giovanna Belluna Panunzio, che parlerà della figura del suocero e del suo impegno per la legalità. Saranno presenti due attori del Centro Universitario Teatrale di Foggia, Stefano Corsi e Stefano Tornese, che reciteranno due monologhi: uno dedicato a Giovanni Panunzio, l'altro al testimone di giustizia Mario Nero, coraggioso foggiano che, testimoniando contro l'esecutore materiale dell'omicidio Panunzio, vide stravolta la propria vita e che da anni è costretto a vivere lontano dalla propria città, in un forzato 'esilio' solo per aver fatto il proprio dovere civico. Saranno poi letti alcuni tra i passi più significativi del libro di Michela Magnifico, a cura di Clementina Gabanelli e Claudia Pippo.








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