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08/03/2016 534 Visualizzazioni

intanto Emiliano lancia un appello al consiglio regionale per una nuova legge elettorale di genere

8 MARZO: LA PUGLIA PRESENTA I DATI DEI CENTRI ANTIVIOLENZA

“Celebriamo oggi la festa delladonna in Puglia e lo facciamo con un’ambizione, quella diconsentire a tutti gli uomini di questa regione di non vergognarsipiù di essere uomini perchè il numero degli atti di sopruso e diviolenza, che a volte sfociano sino all’omicidio, sono davveroinsopportabili. Oggi abbiamo colto l’occasione, attraverso unaconferenza stampa, per dare un aggiornamento, con numeri e azioniconcrete, delle azioni poste in essere dalla Regione Puglia perprevenire e contrastare il fenomeno della violenza di genere”. Cosìil presidente della Regione Puglia Michele Emiliano questa mattina inconferenza stampa, insieme con l’assessore al Welfare SalvatoreNegro e la referente regionale per l’antiviolenza Giulia Sannolla,per illustrare l’aggiornamento della rete dei servizi antiviolenzain Puglia. Un’occasione dunque per fare il punto sulle azioni diprevenzione e di contrasto alla violenza sulle donne che la RegionePuglia mette in campo da tempo, con un finanziamento complessivo, perquest’anno, di 3,8 milioni di euro cui si aggiungono le risorse deipiani sociali di zona. “InPuglia nel 2016 – ha continuato Emiliano - sono 21 i CAV (i centrianti violenza) in possesso dei requisiti previsti dalla normativenazionale e regionale, con una rete attiva in 36 ambiti territoriali(su 45). Questo dato fa della Puglia la prima regione italiana percopertura di ambiti mentre il numero dei CAV la colloca tra leregioni italiane più virtuose, insieme con Emilia Romagna (14),Lombardia (21), Piemonte e Toscana (20). Ma la nostra sfidanaturalmente va oltre, vogliamo avere una copertura al 100 percento degli ambiti territoriali affinchè tutte le donne pugliesiabbiano un luogo dove poter essere ascoltate ed aiutate a diradare ilbuio che a volte copre questi eventi di violenza”. IlPresidente Emiliano, dopo aver sottolineato come la Regione Puglia“stia investendo moltissimo e da anni su questo tema”, hainvitato tutte le donne pugliesi, vittime di violenza, spessodomestica, “a frequentare i centri anti violenza masoprattutto a non avere timore di parlare, anche male, del propriopartner perché prima si interviene e meglio è”. “Oggi– ha aggiunto Emiliano – è una giornata di riflessione anche pergli uomini, una giornata in cui si festeggiano le donneriflettendo su se stessi. Temo infatti che l’educazione maschilesia ancora fortemente trascurata e quindi colgo con grandeattenzione le iniziative che si svolgono nelle scuole. La famigliapurtroppo è il posto più pericoloso per la violenza sulledonne. E’ un meccanismo di assoggettamento che vacontrastato attraverso il sostegno e confronto che le donnepossono ricevere proprio nei nostri Centri anti violenza, centri chefanno un lavoro fondamentale. Ritengo però che questo lavoro possaessere aiutato dai servizi sociali dei comuni, dai sindaci ma anchedalle forze dell’ordine”.

"Ringrazio gliuffici e la loro capacità di saper gestire bene il denaro –ha aggiunto Emiliano - quello che distingue il successo o meno di unabattaglia, a parte la passione, è proprio la capacità di spenderebene le risorse pubbliche. In materia di contrasto alla violenza digenere noi lo stiamo facendo mettendo a punto un modello umilema anche molto ambizioso, perchè noi vogliamo tutto. Vogliamo unasocietà che finalmente non ci faccia vergognare di essere uomini”. “Infinepenso che una festa importante come questa vada celebrata ancheprendendo un impegno – ha concluso Emiliano – vorrei lanciare unappello al consiglio regionale, al presidente Loizzo e a tutti iconsiglieri, di portare velocemente in aula la legge elettorale checonsenta il riequilibrio di genere, come tra l’altro previsto dalnostro programma. Diciamo che sarei molto felice, da presidentee da pugliese, se questa legge fosse approvata prima dell’estate.Il mio appello è affettuosamente ultimativo nei confronti delconsiglio regionale. Bisogna saldare subito un debito che vorrei noncontinuare ad avere, soprattutto nella mia veste di consigliereregionale".

Perl’assessore al Welfare Salvatore Negro, “il dato che presentiamooggi è un dato assolutamente incoraggiante e che ci vede orgogliosiperché è il frutto di un lavoro intenso e puntuale svolto dallaRegione Puglia, che ha saputo concretizzare gli indirizzi e lepolitiche avviate in questi anni in tema di prevenzione e contrastoalla violenza sulle donne, anche attraverso la valorizzazione delruolo delle associazioni e del loro impegno”.

Altropunto di forza del sistema è l’avvio di una puntuale azione dimonitoraggio.

“Perla prima volta – ha spiegato l’assessore Negro – la RegionePuglia ha compiuto un monitoraggio puntuale, tassello fondamentale eutilizzabile da tutti i soggetti della rete, non solo, ha redatto inmaniera organica i dati rilevati dai centri che hanno utilizzato lastessa scheda di rilevazione, un lavoro che ci restituisceinformazioni preziosissime sul fenomeno e sugli strumenti da metterein campo per contrastarlo. Nonostante il numero delle donne chedenunciano o che si rivolgono ai servizi sia ancora molto limitatorispetto all’entità del fenomeno, i dati mettono in evidenzauna maggiore consapevolezza da parte delle donne circa la violenzasubita e la determinazione ad uscirne, confermando peraltro quanto già emerso dall’ultimo rapporto ISTAT sulla violenzacontro le donne (2014)- Ai dati sulle donne che si rivolgono aiservizi – ha concluso Negro - si aggiunge il dato altrettantorilevante dei “minori presi in carico” per situazioni dimaltrattamento e violenza, prima tra tutte la violenza assistita, chespesso non viene rilevata in modo esplicito dai servizi e, sullaquale, è in corso di elaborazione un approfondimento dedicato”.

Nelcorso della conferenza stampa è stato presentato uno spot,finanziato dalla Regione Puglia nell’ambito del Piano operativoantiviolenza e realizzato dall’Associazione Safiya Onlus edall’Ambito territoriale di Conversano, Polignano e Monopoli, conla regia di Gianni Torres. “È uno spot intriso di realtà, didocumento e di documentario – ha detto il regista Torres - dove itesti sono divisi in due, una parte realizzato con frasi vere,liberamente scritte da donne che hanno subito violenza e l’altraparte realizzato con frasi di chi invece è in prima linea e di chiaccoglie, stimolando le donne a prendere coscienza del propriomalessere”.


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